Nel progetto di acquisizione di Warner Bros. Discovery. “vediamo un’opportunità straordinaria di unire due aziende di grande prestigio, che ci permetterebbe di raccontare più storie, raggiungere un pubblico più ampio e amplificare il nostro impatto” e “crediamo che la comunità creativa e il pubblico siano serviti al meglio da una maggiore scelta – non da una minore – e da un mercato che incoraggi l’intero spettro della produzione cinematografica, la creazione di contenuti e la proiezione nelle sale, e non da un sistema che elimini una valida concorrenza creando un’entità monopolistica o dominante”.
Lo scrive David Ellison, presidente e ad di Paramount, in una lettera aperta, pubblicata su una pagina acquistata sul Corriere della Sera, in cui si rivolge direttamente “alla comunità creativa italiana, agli appassionati di cinema e al fan della televisione, all’industria nel suo complesso e a tutti coloro che hanno profondamente a cuore il futuro del cinema e delle arti”.
Un appello a cui Ellison accompagna anche gli impegni che l’azienda si assumere nel caso il progetto di acquisizione di Warner Bros, effettivamente, riuscisse: “aumento della produzione creativa” con “minimo di 15 lungometraggi di alta qualità all’anno” ciascuno “per un totale di almeno 30 film annui a livello di gruppo”; ancora, il presidente assicura che “entrambi gli studi continueranno a sostenere un ecosistema dinamico di operatori terzi concedendo in licenza i propri film e programmi sia sulle piattaforme proprietarie che su quelle di terzi, rimanendo al contempo acquirenti attivi di contenuti provenienti da studi terzi e produttori indipendenti”; Hbo sarà tutelata e “continuerà a operare in modo indipendente sotto la nostra proprietà, così da poter creare ancora più contenuti di livello mondiale per i quali è rinomata; infine, l’impegno per i cinema: “Ogni film uscirà con una distribuzione completa nelle sale, con una finestra globale minima di 45 giorni prima di essere reso disponibile in video on demand a pagamento, con l’obiettivo di arrivare a 60-90 giorni o più al fine di massimizzare il pubblico per i nostri titoli di maggior successo. Continueremo a rispettare gli impegni specifici di programmazione che abbiamo in tutte le aree geografiche in cui operiamo”.
Tutti impegni che il numero uno di Paramount assume perché “nutro un amore profondo e un sincero apprezzamento per la narrazione, soprattutto quella sullo schermo, e perché credo fermamente che l’unione tra Paramount e Warner Bros. Discovery rappresenti un’opportunità unica per costruire un vero punto di riferimento per la comunità creativa: un soggetto capace di dare vita a un numero maggiore di storie, di sostenere registi e talenti con una scala significativa e di competere efficacemente sul palcoscenico globale come leader indipendente nel settore dei media. Allo stesso tempo – e in netto contrasto con il percorso intrapreso da Netflix – questa operazione proposta mira a rafforzare la concorrenza creando un contendente più solido ed efficace rispetto alle piattaforme dominanti”, sottolinea l’ad di Paramount.
E conclude: “In Paramount faremo tutto ciò che è in nostro potere per garantire che la prossima generazione di film straordinari possa essere raccontata e vista dal pubblico più ampio possibile, sui grandi schermi. E lo faremo in condizioni di equo accesso e di una scelta di mercato dinamica – perché siamo a favore della concorrenza, della comunità creativa e dei consumatori. Questo impegno guida il nostro progetto di acquisizione di Warner Bros. Discovery e confidiamo di poter contare sul vostro forte sostegno mentre lavoriamo instancabilmente per tutelare il futuro della narrazione audiovisiva.
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2026-02-05T07:35:41Z