Che la pax sulla generalista fosse un lontano ricordo dalla scorsa estate è diventata cosa nota quando Mediaset ha deciso di puntare su Gerry Scotti e La Ruota della Fortuna per animare la disputa televisiva con Affari Tuoi. La concorrenza ha iniziato a diventare serrata e gli standard televisivi, in access prime time, sono cambiati.
Quello che, invece, era poco visibile ha a che fare con una strategia messa a punto da Viale Mazzini e Cologno Monzese per quella che è diventata una lotta senza esclusione di colpi. A decidere, come sempre, le percentuali. La differenza sta, però, nell’atteggiamento delle due aziende di riferimento per quanto riguarda la televisione italiana: Rai e Mediaset, di comune accordo, negli anni scorsi, avevano acconsentito a una sorta di quiete catodica dove il concetto di rivalità si era affievolito.
Questo perchè lo streaming, con l’avvento e la diffusione delle piattaforme, faceva paura. Allora, l’unica soluzione per molti è stata quella di coalizzarsi in modo tale che la platea non abbandonasse il piccolo schermo e i suoi format in nome delle novità presenti sul Web. La quantità di film e serie, inizialmente, poteva far gola. Con l’andare del tempo e delle stagioni, però, il pubblico ha capito che quasi nulla può sostituire un evento televisivo quando è interessante. Anzi, stuzzicante.
Mattina, pomeriggio e sera. Se le famiglie sono a casa, guardano la televisione. Il punto è riuscire a fidelizzarle. Ovvero impedire loro di cambiare canale in cerca di altro. Com’è possibile questo? Con le novità o gli espedienti televisivi sempre in aggiornamento. L’esempio di Scotti contro De Martino nel preserale è chiaro: non appena Mediaset ha capito che la concorrenza di Affari Tuoi poteva essere arginata con un programma più elaborato e ficcante rispetto alle alternative precedenti, si è messa a pensare come poter costruire un avversario da battere. L’ex conduttore di Passaparola e un gioco senza tempo hanno fatto il resto.
Una sorta di epifania televisiva che ha portato la Rai a dover correre ai ripari. Così è ricominciata una competizione che sembrava aver perso mordente. Non appena Viale Mazzini e Cologno Monzese hanno ripreso a darsele di santa ragione, in termini di Auditel, sono ricominciate le strategie interne. Le indiscrezioni a vicenda e persino le operazioni di tele-mercato, dove trionfa la discrezione (forse) per dar seguito alla sorpresa. In questo clima di capovolgimenti di fronte e colpi di scena è finita anche la televisione del pomeriggio.
Cologno Monzese è reduce da un passato (non così tanto remoto) con Barbara D’Urso in prima linea. Il tempo, però, ha fatto finire anche quell’epoca di supremazia pomeridiana. Al posto di Carmelita, come la chiamano gli affezionati, degli ospiti illustri, dei “Col cuore”, delle preghiere in diretta e delle lacrime per un’emozione inaspettata, è arrivata Myrta Merlino. Direttamente da La7. L’intento di Piersilvio Berlusconi era riportare il giornalismo e l’approfondimento in parallelo alla stretta attualità. Una volontà tutt’altro che casuale perchè la Rai questa svolta l’aveva trovata e ottenuta anni prima.
Alberto Matano, infatti, ha preso in mano un programma cult del pomeriggio di Viale Mazzini: La Vita in Diretta. Oltre a togliere l’articolo determinativo dal titolo del format, Matano è riuscito a coniugare il giornalismo più puro con la volontà e la curiosità più profonda degli italiani. Vita in Diretta affronta le tematiche più conosciute, dagli show del day-time alle anticipazioni delle serie tv più amate, passando però anche dalla cronaca nera e le inchieste più discusse. Una sorta di contenitore allargato che prende tutti i colori della cronaca, con opinionisti e presenze illustri, insieme a collegamenti puntuali da parte della redazione giornalistica, che rendono tutto più credibile e omogeneo.
Gli ascolti volano, il dibattito cresce e Vita in Diretta – nel giro di poche stagioni – ritrova i fasti dei primi anni Duemila. Superando addirittura quello che è stato il periodo d’oro di Michele Cucuzza. Matano ha costruito un programma a sua immagine e somiglianza senza dimenticare i valori di una trasmissione longeva come quella nata il 25 febbraio del 1991 da un’idea di Pietro Vigorelli e Valter Preci. Questa consapevolezza è arrivata come un fulmine a ciel sereno dalle parti di Cologno Monzese che, per cercare di stare al passo, hanno acquistato una delle conduttrici più produttive in casa La7.
Myrta Merlino, dunque, cambia casacca. Barbara D’Urso viene accompagnata alla porta dai vertici Mediaset e il pomeriggio di Canale 5 spetta all’ex volto di La7. Uno switch che, però, non dà i frutti sperati. Canale 5 finisce per perdere gli affezionati della D’Urso, che in quella fascia oraria si aspettavano di vedere altro, senza riuscire ad accattivare altri interessati. Morale: la versione più informativa di Pomeriggio 5 non fa breccia nella platea televisiva e il risultato resta un ibrido che non soddisfa nessuno. O meglio: quasi nessuno.
Alberto Matano ringrazia e si prende il resto dello Share a disposizione: Vita in Diretta diventa una vera e propria “corazzata televisiva”, nel pomeriggio di Raiuno, al punto che gli esperti di cronaca nera – quando si affrontano i casi più rilevanti dell’agenda giornaliera – si contendono un posto sul primo canale per avere udienza e risalto. Vita in Diretta diventa una cassa di risonanza anche per quanto riguarda l’intrattenimento e il glamour, con il tavolo di presenze illustri pronto ad allargarsi.
Il divario con Mediaset, a questo punto, è importante: Piersilvio Berlusconi, dopo le soddisfazioni ottenute nel preserale, non può mollare il colpo nel pomeriggio. Quindi, messo alle strette, in estate, prende una decisione drastica: cancella Pomeriggio 5, mette Myrta Merlino in stand-by, e chiama Gianluigi Nuzzi. Nasce Dentro La Notizia.
Un programma specchio a Vita in Diretta, in cui un giornalista quotato (proprio come Matano sulla Rai), fa da cerimoniere e moderatore con diversi servizi e interlocutori. Tutto sembra andare nella direzione giusta, tranne il gradimento del pubblico. La platea televisiva resta fedele a Matano, anche per una questione di abitudine. Tra due programmi molto simili, per tipologia, collocazione e sviluppo, il pubblico sceglierà sempre quello che conosce da più tempo. A meno che non ci sia un colpo di scena o una novità talmente forte da indurlo a cambiare canale e volto di riferimento.
Al momento i risultati dicono che Alberto Matano buca lo schermo molto più di Gianluigi Niuzzi: i dati Auditel confermano la tendenza del pubblico a scegliere Vita in Diretta. Dentro La Notizia resta indietro. Lo Share attesta una media del 20% a favore del programma condotto da Alberto Matano, con picchi del 23,1%. Mentre Niuzzi viaggia a una media del 13,7% con picchi del 15,7% di Share. Il divario comincia a essere netto. Il gap più alto dall’inizio della stagione.
Il mese di novembre è un crocevia importante, appena cominciato, con il nuovo anno sia Mediaset che Rai faranno le proprie valutazioni. Dalle parti di Viale Mazzini c’è poco da sottoporre a verifica, l’unico aspetto da appianare riguarderà su come mantenere determinati standard. Cologno Monzese, invece, dovrà porsi qualche domanda in più.
A cominciare dalla più scomoda e diretta: “Cosa è possibile fare ancora?”. La risposta deve arrivare dal quartier generale di Piersilvio Berlusconi che, per il momento, conferma tutti i programmi in essere. Le indiscrezioni, però, parlano di un 2026 all’insegna dei grandi cambiamenti. Soprattutto in termini di autori. E sembra essere soltanto l’inizio, perchè alcune certezze a Mediaset ci sono ma non possono bastare per arginare una concorrenza così serrata.
2025-11-07T15:22:53Z