Una delle più grosse preoccupazioni del settore cinematografico riguarda in questo periodo l'acquisizione dei Warner Bros. Studios (nonché HBO Max, ma quello è un altro discorso) da parte di Netflix: la Paramount continua a dare battaglia, ma sembra cosa fatta. In un passato recentissimo il CEO Netflix Ted Sarandos era stato sminuente nei riguardi dell'esperienza in sala, sostenendo che fosse giunta al tramonto. Da quando l'acquisizione sta prendendo forma, cerca di rimangiarsi quanto detto, anche in un'ultima intervista col New York Times.
[Foto da Wikimedia Commons, di Eden, Janine and Jim, New York City] Leggi anche Netflix non stroncherà il settore cinema Warner Bros, parola del CEO Ted Sarandos
In queste ultime settimane, Netflix è sotto attacco su tre fronti. Uno è quello della guerra tra major: la Paramount Skydance non accetta che il board Warner Bros. abbia preferito l'offerta del gigante dello streaming alla loro, e dà battaglia come può. L'altro fronte è quello del settore: diverse catene hanno inviato al Congresso una richiesta formale per bloccare l'acquisizione, sostenendo che distruggerà il cinema in favore dello streaming. Il terzo fresco fronte è quello politico: Donald Trump ha rigirato su Truth un editoriale alt-right di One America News, che accusa Netflix di monopolio culturale (naturalmente "woke"), appellandosi al Presidente per fermare la "deriva", impedendo l'accordo. Andrebbe sottolineato che gli Ellison, proprietari della Paramount Skydance, sono molto vicini a Trump, per cui lo scenario non sarebbe così improbabile (sempre che esista ancora il concetto di "improbabile" quando si parla di The Donald).
Ted Sarandos finge di non sapere cosa rispondere alla condivisione social del Presidente ("Non so perché l'abbia fatto, [...] non voglio nemmeno leggerci troppo"). Per quanto riguarda l'attacco della Paramount, è netto: "L'unica alternativa a nessun accordo è il nostro contratto firmato." Sulla voce che aveva sconvolto il settore cinematografico, quella di una finestra tra uscita in sala e streaming ridotta a soli 17 giorni, Sarandos smentisce. Parla invece di 45 giorni, che le associazioni degli esercenti americani considerano il minimo accettabile, forse ormai rassegnati per sempre a dimenticare gli antichi 90. Bisognerebbe anche ragionare sulle "righe piccole": Sarandos pensa al noleggio Premium sui 20 dollari, di solito il primo disponibile dopo i 45 giorni, oppure proprio a un trasloco diretto sui servizi in abbonamento? Non sarebbe una differenza di poco conto. Ad ogni modo, per ora Ted cerca di correggere le sue dichiarazioni sul cinema "fuori moda":
Dovete citarmi in modo corretto. Dissi "fuori moda per alcuni". Per capirci, la città in cui si svolge I peccatori [film Warner, scelto non a caso, ndr] non ha un cinema. Per quelle persone, è di certo un concetto datato. Non ti metti in macchina per andare al cinema in un'altra città. Ma mia figlia vive a Manhattan, può arrivare a piedi a sei multisala, va al cinema due volte alla settimana. Per lei non è affatto fuori moda. [...] Io voglio vincere al primo weekend in sala [con i film WB, ndr]. Voglio vincere al boxoffice.Digger: Il Primo Teaser Trailer Italiano del Film di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise - HD 2026-01-16T16:07:34Z