SISSI SI VESTE D’AVANGUARDIA. QUESTA SERA ALLO SPERIMENTALE DEL CAPOLUOGO MARCHIGIANO LA VITA TORMENTATA DELL’IMPERATRICE

Sul palcoscenico, l’imperatrice Sissi ha la grazia, l’eleganza e la determinazione di Federica Luna Vincenti. Lo spettacolo, da lei interpretato e prodotto, Sissi. L’imperatrice, scritto e diretto da Roberto Cavosi, va in scena stasera alle 20,30 al Teatro Sperimentale di Ancona. Una figura, che il cinema ha reso leggendaria, grazie all’interpretazione, nel 1955, di Romy Schneider, torna a vivere nell’immaginario contemporaneo, rivelando sfaccettature poco note.

La modernità

«Leggere, un anno e mezzo fa, il testo di Cavosi – dice l’attrice – mi ha rivelato quanta modernità abbia improntato la vita e il comportamento di questa donna. Cinque sono i quadri in cui è divisa questa pièce, in cui sono affiancata da Marco Manca, Miana Merisi, Maria Giulia Scarcella e Francesca Bruni Ercole. Ma molti di più sono gli aspetti in cui si articola la personalità di questa ragazza, che forse avrebbe preferito non misurarsi con potentati, corti, politici e conflitti mondiali». Visse uno dei momenti più bui e violenti della storia europea, in un impero al tramonto. «Nell’interpretarla, un’attrice deve riuscire a suscitare una riflessione, perché la sua vita non fu una fiaba patinata, tra lustrini e falpalà, ma una continua fuga da una corte oppressiva e claustrofobica, una denuncia dell’aristocrazia corrotta e depravata».

Le somiglianze

Quanto assomiglia a lei l'imperatrice Sissi? «Come lei, sono una donna coraggiosa. E anch’io ho provato il dolore straziante di perdere una figlia piccolissima. Mia è la sua voce che grida forte nella tragedia della maternità stroncata». Come Sissi, Luna è una donna di bell’aspetto, che nasconde un’anima bella. «A teatro, abbiamo la fortuna di riuscire a esprimere i drammi in maniera meno patinata del cinema».

Ecco, il confronto con il film di Ernst Marischka con l’interpretazione della Scheider. Questo spettacolo ridimensiona qualche idealizzazione? «Soprattutto, la vicenda è trattata con quel tocco di ironia, che rimette a posto certi tasselli storici. Definirei “d’avanguardia”, questo spettacolo, che mette in risalto aspetti mai toccati prima, e che tiene conto delle poesie da lei lasciate in eredità, pubblicate nel 1980. I diritti d’autore vennero allora devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, e i proventi nell’edizione successiva, rispettando anche la volontà di Sissi, sono stati donati ad Amnesty International».

I personaggi

Gli altri quattro personaggi accanto a lei, che scandiscono le cinque fasi, sono un dottore, una limatrice, la pettinatrice e l'attrice, l'amante dell'imperatore. «Le persone che si occupano della sua salute e della bellezza, e poi l'attrice, cui Sissi affida l’imperatore. Con loro, intreccio battute spassose, a volte crudeli sull’ottusità del popolo, che subisce e anzi giustifica i suoi carnefici, coloro che lo governano. Si riflette, ma si ride anche molto, e lo spettatore finisce per simpatizzare per questa donna, che non risparmia affondi alla società, su temi ancora attuali». A fare da colonna sonora di questo, che la Vincenti definisce “cabaret tragico”, canti tradizionali e valzer viennesi. «Deformati e resi dissonanti con l’elettronica, finiscono – parola di Federica Luna Vincenti – per suggerire una metafora della vita».

2026-02-07T03:36:56Z