KRISTEN STEWART COMPRA UN CINEMA STORICO A LOS ANGELES: QUANDO HOLLYWOOD SMETTE DI PRODURRE E TORNA A PROTEGGERE IL CINEMA

ROMA – In un momento storico in cui il cinema sembra sempre più confinato allo streaming e sempre meno vissuto come esperienza collettiva, Kristen Stewart compie un gesto controcorrente — e profondamente politico. L’attrice e regista ha acquistato l’Highland Theatre, storica sala cinematografica di Los Angeles, con l’obiettivo di riportarla alla sua funzione originaria: essere ...

ROMA – In un momento storico in cui il cinema sembra sempre più confinato allo streaming e sempre meno vissuto come esperienza collettiva, Kristen Stewart compie un gesto controcorrente — e profondamente politico. L’attrice e regista ha acquistato l’Highland Theatre, storica sala cinematografica di Los Angeles, con l’obiettivo di riportarla alla sua funzione originaria: essere un luogo di incontro, visione e comunità.

Situato nel quartiere di Highland Park, il cinema era chiuso da tempo, simbolo di una città che ha costruito la propria identità sull’immaginario cinematografico ma che negli ultimi anni ha visto spegnersi molte delle sue sale storiche. L’intervento di Stewart non nasce come operazione immobiliare né come gesto nostalgico, ma come presa di posizione culturale: preservare uno spazio fisico dedicato al cinema in un’epoca che sembra volerlo smaterializzare.

Il progetto guarda a un’idea di sala come centro culturale, non limitato alla semplice proiezione di film. Un luogo aperto, inclusivo, capace di accogliere visioni d’autore, eventi, incontri e nuove forme di condivisione artistica. Una risposta concreta alla crisi dell’esperienza cinematografica tradizionale, sempre più minacciata dalla logica del consumo individuale.

Non è un caso isolato. Negli ultimi anni, diversi nomi dell’industria hanno iniziato a investire direttamente nella tutela delle sale storiche, come se il cinema — per sopravvivere — avesse bisogno di essere difeso non solo sul piano creativo, ma anche su quello materiale. Stewart si inserisce in questo movimento con un gesto che parla chiaro: il futuro del cinema passa anche dalla cura dei suoi luoghi.

In un’industria che corre veloce verso l’algoritmo, questa scelta riporta l’attenzione su ciò che il cinema è sempre stato: una comunità che si ritrova al buio, davanti a uno schermo, per vivere storie insieme.

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2026-02-05T10:43:37Z